mercoledì 16 gennaio 2019

Vigliacco d' un Mafioso - Poesia di Lapenna Daniele


Poesia dedicata a chi ha lottato, lotta e lotterà contro la mafia.Il mafioso è una persona debole, vigliacca, un fifone che opera il suo attacco e fugge via. Sempre. Non è in grado di presentarsi disarmato, perché è un debole.
Le persone forti cadono ma si rialzano. Sono sostenute da tutti e le loro idee sono sempre immortali.


Vigliacco d' un Mafioso
di Lapenna Daniele


Ciao, signor Mafioso
lo sai che so chi sei?
Sei così pericoloso
che fai paura anche agli Dèi
non montarti la testa
non voglio complimentarmi
ma rovinarti la festa
pur se vorrai ammazzarmi.

Sistemato l' esplosivo
fuggi via all' istante
il silenzio non più privo
d' un boato devastante
sei lontano e soddisfatto
gioioso e iracondo
orgoglioso del misfatto
idiota a tutto tondo.

Non contento torni in loco
impugnando una beretta
ti avvicini poco a poco
la tua mira è perfetta
un colpo alla testa
al cuore e ai polmoni
fuggi via a far festa
progettando ritorsioni.

Hai visto il tuo attacco?
Attui il colpo e fuggi via
poiché sei così vigliacco
aggirando la polizia
e non vedi la debolezza
l' inutilità della tua vita
la dignità ti si spezza
la stupidità è infinita.

Se sei coraggioso
perché non vieni disarmato?
È un gioco pericoloso
ma la paura ti ha fermato
mentre io ricostruisco
e riparto senza botti
quel che faccio lo finisco
l' importante è che io lotti
mentre tu, sei un fifone
scappi come una preda
non reggeresti la discussione
fa' che io non ti veda
perché mi potrai ammazzare
e il mio corpo sparirà
ma infinito è il lottare
dell' idea di Libertà.


Poesia protetta da Copyright ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni

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lunedì 7 gennaio 2019

Vuoi seguire la vera meditazione? Non stare seduto, ma alzati in piedi


Nel mio ultimo libro "La felicità è nelle tue mani" dove spiego come dovrebbe esser applicato il Buddhismo ai giorni nostri, ho cercato di descrivere la vera utilità della Meditazione nella vita di tutti i giorni anziché quella seduta.

Sono molti a praticare la meditazione seduta o seguire dei trainer facendo sedute di gruppo nel meditare da seduti: controllo della respirazione, rilassamento della mente e del corpo, raggiungimento della serenità.
Non c'è dubbio: la meditazione aiuta a combattere l' ansia, l' agitazione, la tristezza,... ma è davvero la soluzione alle nostre sensazioni brutte e pesanti che ci colpiscono troppe volte?

Come ho riportato nel libro, effettuare anche 2 ore al giorno di meditazione seduta è completamente inutile se non si segue la Meditazione nella vita quotidiana da... in piedi.
MEDITARE IN OGNI ISTANTE
Se dopo due ore di meditazione seduta ti alzi, scendi per strada e perdi le staffe con il primo che incontri, secondo te, è servito a qualcosa stare due ore seduto, respirando in maniera consapevole, rilassandosi?
Se restiamo nel nostro corpo, nella nostra mente e nei nostri pensieri quando abbiamo a che fare con le altre persone non riusciremo mai a comprendere esattamente le cause delle parole e azioni altrui e men che meno delle nostre. Osservare gli altri è fondamentale per capire sè stessi.

La vera meditazione è quella che si applica quando non siamo fermi fisicamente. Anche il Buddha spiegava che sedersi, alzarsi e atteggiarsi a guru o a santo non serve a nulla se si perde il controllo con la prima persona che incontriamo o nella prima situazione difficoltosa che affrontiamo.
Non conteggiando le ore in cui dormiamo, in tutte le altre agiamo secondo dei pensieri: ecco quando dobbiamo meditare!

Se stiamo eseguendo un lavoro, dobbiamo esser presenti mentalmente per non sbagliare o, se sbagliamo, capire che abbiamo sbagliato e come rimediare. Se il datore di lavoro ci si rivolge malamente, anche lì è necessario meditare: comprendere le cause delle parole del nostro superiore, capire se sono dettate da un nostro errore o da un suo pregiudizio o da problemi che si è portato sul posto di lavoro, e soprattutto sapere come agire per evitare di provocare la sofferenza in noi e negli altri. Questo perché l' unico obiettivo che si prefisse il Buddha era quello di eliminare la sofferenza.

Che l' illuminazione - ovvero l' istante in cui capiamo come comportarci, non cadiamo più in preda alla rabbia, trasmettiamo serenità, siamo la gioia - sia alla portata di tutti e sia raggiungibile da soli, senza un maestro che ci dia dei superpoteri, è una cosa che il Buddha aveva detto più volte.

Se vogliamo meditare bene, stiamo seduti il tempo per rilassarci, ma poi rimettiamoci in piedi, camminiamo, parliamo, ascoltiamo e... viviamo al meglio la nostra vita.