I frutti dell'esperienza diretta


La vita non è una cosiddetta corsa ad ostacoli ma un cammino nel quale facciamo esperienze, conosciamo individui, apprendiamo nuove nozioni e ne elaboriamo noi stessi di nuove, e che tu sia in vero movimento o no, la conoscenza non arriva solo per via del cumulo di esperienze.

Non ho mai scalato l'Everest o percorso a piedi migliaia di chilometri, non ho esplorato tante culture del mondo (anche se sono stato all'estero un paio di volte) e, nonostante ne abbia letti tanti, non conosco tutti i libri del mondo, né tutte le filosofie elaborate dall'uomo negli ultimi duemila anni. Eppure...
Eppure mi sono ritrovato a dover insegnare qualcosa a qualcuno che ha vissuto queste esperienze.
Ricordo quando un ragazzo italiano residente all'estero da un decennio criticò gli italiani che, come prima azione dopo il trasferimento lontano dalla nazione natìa, cercassero altri italiani.
Disse una frase che mi diede la cosiddetta "illuminazione": 
« Se lasci l'Italia per cercare altri italiani, vivere nei circoli italiani, mangiare cibo italiano... perché diamine lasci l'Italia?! Resta lì dove sei nato, testa di formaggio! ».
Inutile dirvi che usò termini più coloriti al posto di "diamine" e "formaggio".

ESPLORARE LA VITA
Quando ci si trova in un'altra nazione, l'istinto è quello di entrare nella cultura locale esplorando le vie, le usanze, i profumi, i suoni, i sapori, tuffandosi in un mare diverso, sconosciuto, magari distruggendo le proprie credenze e apprendendone di nuove.
Viaggiare apre la mente, come la apre scoprire nuove idee, confrontarsi con altre persone ma anche, (perché no?) leggere libri che non leggeremmo mai.
Un tempo restavo meravigliato dai racconti di chi esplorava luoghi lontani, raccontava le sue esperienze, si ingrandiva raccontando le sue storie rimpicciolendo i propri ascoltatori. Dopo aver fatto esperienze di vita e aver notato che questi avevano viaggiato con il fisico ma non con la mente, scoprivo che, invece, il mio viaggiare con la mente e non con il fisico mi aveva portato più in là. 
Come fu possibile?

Forse sono una persona che spera il meglio per gli altri e mi aspetto sempre che una persona, dopo un'esperienza di vita, apprenda cose nuove, confronti le sue idee con la nuova realtà, arrivi a toccare le piaghe dell'umanità e provi, nel suo piccolo, a deviare un po' del vento in una direzione utile e benefica per gli altri.
Evidentemente - appurai - non è la quantità di esperienze a far accrescere la consapevolezza, non l'aver svolto più azioni, né l'aver conosciuto un numero imprecisato di individui. La vera Consapevolezza (con la "C" maiuscola) arriva solo quando mettiamo al posto giusto i pezzi del puzzle. Quante volte avete avuto un lampo di genio improvviso? Quante volte avete trovato il pezzo esatto mancante del puzzle a colpo d'occhio e quante altre volte avete perso ore a cercarlo senza mai trovarlo?

Non sopravvalutare mai chi ha fatto più esperienze di te,
perché l'esperienza diretta non dona automaticamente una grande conoscenza
se non quando quell'esperienza cambia per sempre il tuo modo di vedere e vivere la vita.


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