La manipolazione emotiva come strumento di controllo: da colpevole a vittima

 


In psicologia, un manipolatore emotivo è una persona che sfrutta le emozioni altrui per controllare gli altri e ottenere un vantaggio, in modo subdolo e ingannevole. Utilizza tattiche come l'isolamento, la colpevolizzazione e la svalutazione per influenzare pensieri, sentimenti e comportamenti della vittima, rendendola sempre più dipendente. 
In breve, il manipolatore emotivo controlla le persone mediante metodi diversi:

  • induce senso di colpa:
    fa sentire l'altro in colpa o responsabile per qualsiasi suo problema o malumore o malessere;
  • isola la vittima:
    fa in modo di allontanare la persona dai suoi amici e familiari, non solo sostenendo che solo lui/lei lo capisce veramente ma anche gettando zizzania sui potenziali nemici che possano tagliare questa corda di manipolazione;
  • sfrutta le fragilità:
    approfitta delle insicurezze e delle debolezze altrui per ottenere ciò che vuole;
  • mente e inganna:
    usa metodi subdoli e ingannevoli per manipolare la percezione della realtà. Mente affinché la sua manipolazione vada in porto e si mantenga nel tempo.
  • si posiziona come vittima:
    si presenta come la vittima della situazione non solo per suscitare compassione ma anche (e contemporaneamente) per far sentire il colpa il manipolato ottenendo così il controllo sulle sue azioni. 

GIÙ LA MASCHERA
La descrizione del manipolatore emotivo può sembrare complicata e ricordare un individuo colto, astuto, molto intelligente, abile oratore e persino esperto in psicologia. No, non è niente di tutto questo.

Hai presente quell'amico che ti cerca solo quando ha un problema e, ricevuto il tuo aiuto immediato, sparisce per riapparire quando ha di nuovo bisogno del tuo rassicurante e sempre disponibile aiuto?
Lui è un manipolatore emotivo.
Hai presente quando un genitore ti incolpa di ignorarlo, si mostra triste e/o di malumore e dà la colpa ai tuoi comportamenti nonostante tu sia stato sempre a sua disposizione?
Egli è un manipolatore emotivo.
Hai presente quel partner che non rispetta le tue emozioni, non dà spazio ai tuoi sentimenti oppure c'è quando vuole lui/lei e sparisce con una scusa (o una bugia) per ritornare come se nulla fosse e, quando un giorno decidi di chiudere la storia, lui/lei si mostra ferito/a, dando la colpa alle tue azioni dicendo di non poter fare a meno di te?
Lui/lei è un manipolatore emotivo.

Quando sei sempre, troppo disponibile, non concedi solo il tuo aiuto materiale o mentale ma la tua energia. C'è chi è sempre disponibile perché ha avuto un'educazione di "sottomissione", chi perché vuole ricevere gratificazioni altrui e chi invece perché sente solo che sia giusto aiutare chi necessita di aiuto.

Chi sfrutta coloro che sono sempre disponibili ad aiutare non sono necessariamente colti e astuti, ma semplicemente attendono il risultato: quando avviene, ecco che ripetono l'azione.
Se la loro azione (sempre uguale anche se utilizza metodi diversi - vedi sopra) porta sempre lo stesso risultato ricercato (l'assoggettamento con il controllo delle sue azioni che fa scaturire l'ottenimento delle attenzioni e degli aiuti), loro ripetono l'azione. Quando il solito meccanismo non funziona, tirano fuori le loro armi, ovvero il vittimismo, la bugia e l'attribuzione di tutte le colpe a coloro che non hanno fornito il loro (solito e costante) aiuto.

Un manipolatore emotivo può sembrare una persona senza scrupoli, cattivo, insensibile e prevaricatore, in realtà è una persona quasi sempre debole, occasionalmente sola e spesso triste.
Quando senti di non aver bisogno di aiuto significa che vuoi farcela da solo, e quindi non sei debole. Non lo sei anche quando chiedi aiuto senza approfittare, né reiterare l'aiuto anche quando non ti serve, né senza rinfacciare il mancato ottenimento dell'aiuto.
Uno dei proverbi che amo di più è:

"Dona senza credere di essere in debito.
Ricevi senza pensare di essere in credito"

Chi ti dice che "io aiuto le persone e gli altri mi aiutano sempre" come se fosse un vanto, come se la trasformazione di un suo aiuto in un dono ricevuto sia una specie di magia, è perché pretende di ricevere qualcosa che sia proporzionale a ciò che dà: agisce per ricevere e non per l'altruismo del dare senza aspettarsi nulla in cambio. La prova di questo comportamento la si ha quando non riceve ciò che pensa gli spetti di diritto:allontana la persona etichettandola in malo modo e riuscendo a giustificare la sua delusione in modo così convincente che molti riescono a credere alle sue teorie.

Il manipolatore emotivo è in grado di trasformarsi da colpevole a vittima anche se si mostra sempre come vittima e mai come colpevole. Per lui/lei è impensabile sentirsi colpevole: i colpevoli sono sempre e solo gli altri.
Sottolineare una loro incongruenza, una loro contraddizione, far cadere una loro bugia equivale a renderseli ancora più nemici e a farsi etichettare come cattivi. Anche se la cosa è realmente assurda, accade proprio così: tu sottolinei una loro palese bugia/ipocrisia e tu vieni accusato e colpevolizzato (di una qualche azione sbagliata che probabilmente non hai mai fatto).


IL VUOTO INTERIORE
Le persone
(sia un partner, un amico o un familiare) che vanno in crisi quando non rispondi subito a una loro richiesta di aiuto e attenzioni, non stanno cercando te ma stanno cercando il controllo che avevano su di te. 

Molti di questi manipolatori emotivi agiscono così perché vogliono da te le attenzioni che non hanno ricevuto dai loro genitori: hanno trovato in te il loro genitore/partner/amico perduto, e così si aggrappano alla tua costante disponibilità per colmare il loro vuoto interiore.
Questa è una causa frequente di questo particolare comportamento ma la cosa fondamentale da comprendere è che non sta a te riempire quel vuoto: tu non sei il loro genitore/partner/amico perduto.

Che tu sia amico, partner o persino figlia/o del manipolatore emotivo, non hai il dovere si riempire i loro buchi emotivi perché si tratta di crateri enormi che non si riempiranno a meno che non sarà lo stesso individuo a metterci la cosiddetta "pietra sopra", magari un telo, mettendo la parola fine a quel vuoto che si porta forse dall'infanzia.
Puoi spiegare quanto vuoi ma, come ti sarai accorto/a, chi ha un vuoto interiore non vuole realmente colmarlo perché gli permette si vivere costantemente un'insoddisfazione, una tristezza, un'autocommiserazione che funga da calamita per coloro che sono dediti all'aiutare chiunque. Si tratta di una serie di armi micidiali per manipolare chiunque creando compassione e senso di colpa.

Se aiuti qualcuno e, dopo, questi riesce persino a farti sentire in colpa, allora c'è qualcosa che non va.
Il sistema animico dell'essere umano ha una batteria piena di energia vitale che, se sprecata, si svuota, causando danni (per fortuna non permanenti) psicologici e fisici.

La tua energia è importante.
Non sprecarla inutilmente.


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