lunedì 7 gennaio 2019

Vuoi seguire la vera meditazione? Non stare seduto, ma alzati in piedi


Nel mio ultimo libro "La felicità è nelle tue mani" dove spiego come dovrebbe esser applicato il Buddhismo ai giorni nostri, ho cercato di descrivere la vera utilità della Meditazione nella vita di tutti i giorni anziché quella seduta.

Sono molti a praticare la meditazione seduta o seguire dei trainer facendo sedute di gruppo nel meditare da seduti: controllo della respirazione, rilassamento della mente e del corpo, raggiungimento della serenità.
Non c'è dubbio: la meditazione aiuta a combattere l' ansia, l' agitazione, la tristezza,... ma è davvero la soluzione alle nostre sensazioni brutte e pesanti che ci colpiscono troppe volte?

Come ho riportato nel libro, effettuare anche 2 ore al giorno di meditazione seduta è completamente inutile se non si segue la Meditazione nella vita quotidiana da... in piedi.
MEDITARE IN OGNI ISTANTE
Se dopo due ore di meditazione seduta ti alzi, scendi per strada e perdi le staffe con il primo che incontri, secondo te, è servito a qualcosa stare due ore seduto, respirando in maniera consapevole, rilassandosi?
Se restiamo nel nostro corpo, nella nostra mente e nei nostri pensieri quando abbiamo a che fare con le altre persone non riusciremo mai a comprendere esattamente le cause delle parole e azioni altrui e men che meno delle nostre. Osservare gli altri è fondamentale per capire sè stessi.

La vera meditazione è quella che si applica quando non siamo fermi fisicamente. Anche il Buddha spiegava che sedersi, alzarsi e atteggiarsi a guru o a santo non serve a nulla se si perde il controllo con la prima persona che incontriamo o nella prima situazione difficoltosa che affrontiamo.
Non conteggiando le ore in cui dormiamo, in tutte le altre agiamo secondo dei pensieri: ecco quando dobbiamo meditare!

Se stiamo eseguendo un lavoro, dobbiamo esser presenti mentalmente per non sbagliare o, se sbagliamo, capire che abbiamo sbagliato e come rimediare. Se il datore di lavoro ci si rivolge malamente, anche lì è necessario meditare: comprendere le cause delle parole del nostro superiore, capire se sono dettate da un nostro errore o da un suo pregiudizio o da problemi che si è portato sul posto di lavoro, e soprattutto sapere come agire per evitare di provocare la sofferenza in noi e negli altri. Questo perché l' unico obiettivo che si prefisse il Buddha era quello di eliminare la sofferenza.

Che l' illuminazione - ovvero l' istante in cui capiamo come comportarci, non cadiamo più in preda alla rabbia, trasmettiamo serenità, siamo la gioia - sia alla portata di tutti e sia raggiungibile da soli, senza un maestro che ci dia dei superpoteri, è una cosa che il Buddha aveva detto più volte.

Se vogliamo meditare bene, stiamo seduti il tempo per rilassarci, ma poi rimettiamoci in piedi, camminiamo, parliamo, ascoltiamo e... viviamo al meglio la nostra vita.

di Lapenna Daniele

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